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A Grasse!

“Se nommer et qualifier tant mâitre gantier que parfumeur” (Lettera di patente reale del 1614).

In origine, a Montpellier e a Grasse grazie alle favorevoli condizioni ambientali si sviluppò una fiorente industria della concia del  pellame e della produzione di guanti su misura. I maestri guantai, però,  avevano un problema: la pelle per via delle tecniche di lavorazione allora utilizzate, puzzava! Siccome, però, la necessità aguzza l’ingegno, questi seppero abilmente inventarsi maestri profumieri, oltre che guantai, riuscendo addirittura a divenire una vera e propria corporazione professionale debitamente regolamentata e protetta. Secondo la leggenda, poi, Maria de Medici, sposa del re di Francia Enrico IV,  annoiatasi dei profumi esotici venuti dall’oriente, inviò il suo profumiere fiorentino di fiducia, tale Tombarelli, a Grasse per iniziare la produzione locale di profumi basati sulle notevoli essenze aromatiche presenti sul posto (lavanda, mirto, cassis, lentischio..).  Grazie al clima particolarmente benevolo, presto furono importate coltivazioni innovative, come il gelsomino dall’India, la tuberosa dall’Italia e la rosa di maggio.  In ogni caso, è certo che per un considerevole periodo storico Grasse sia divenuta la capitale mondiale della produzione di profumi di alta qualità, con il fiorire almeno dal XVII secolo di numerose aziende fabbricanti materie prime e profumi finiti: Fargeon (fornitore di Maria Antonietta), Chiris, Fragonard…  Per secoli, quindi, Grasse è stata un centro di produzione d’eccellenza, specializzato nella realizzazione di materie prime pregiate (soprattutto floreali)  ottenute con tecniche straordinarie, come  l’enfleurage.

Questa tecnica, in particolare, era un vanto per Grasse: perfetta per quei fiori che non sopportano il processo di distillazione (tuberosa, gelsomino), essa consisteva nel disporre quintali e quintali di petali di fiori appena raccolti a mano su ripiani di vetro coperti di … grasso di maiale. Questi ripiani erano sovrapposti uno sull’altro, e nel tempo i fiori cedevano le loro sostanze odorose al grasso, venendo continuamente sostituiti quando esausti. Quando il grasso era saturo di sostanze fragranti, veniva trattato per estrarne l’olio essenziale separandolo dalla materia grassa.

Ma Grasse era famosa anche per la distillazione della rosa di maggio, una varietà particolarmente pregiata, per la quale occorrevano fino a 4 tonnellate di petali per ottenere 1 kg di olio essenziale!! In un’epoca nella quale il costo del lavoro umano era trascurabile e non di rado affidato a donne e bambini (le cui dita più sottili e delicate erano preferite per la delicatezza dei fiori da cogliere), Grasse poté prosperare e affermarsi a livello internazionale. Ma quando dalla seconda metà del ‘900 il costo di produzione legato alla manualità della raccolta divenne insostenibile, iniziò il declino di Grasse come luogo di produzione d’eccellenza, a favore di paesi quali il Marocco, la Tunisia, l’India, l’Egitto. Oggi, dei fasti del passato restano importanti memorie quali veri e propri musei e campi di coltivazioni mantenute più per il loro valore paesaggistico  e molte piccole aziende specializzate in produzioni di qualità.


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