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Struttura di un profumo

Se chiedessimo ad un profumiere creatore di formazione classica come è strutturato un profumo, con ogni probabilità ci risponderebbe che esso ha una struttura piramidale dove il vertice è rappresentato dalle note di testa, le prime che si sentono e le prime che svaniscono, per poi lasciare il passo alle note di cuore, quelle che danno corpo al profumo e che poi piano piano confluiscono nelle note di coda, solitamente più calde ed avvolgenti, che tendono a rimanere a lungo sulla pelle.

Oggi, però, anche per i profumi vale il detto “tutto cuore e niente cervello”, o,  più di frequente,  è vero il suo opposto: tutto testa e niente cuore. Il motivo è presto detto: le direzioni marketing della grandi società si sono accorte che spesso la scelta di un profumo si compie nel giro di pochi secondi dalla prima “annusata”: o piace subito, o viene irrimediabilmente scartato.

Di conseguenza, tutto si gioca  sulle note di testa che devono colpire subito  il cliente facendo propendere per l’acquisto. Come sempre, la fretta è cattiva consigliera e per scegliere bene il proprio profumo occorre sospendere il giudizio per il tempo necessario affinché questi esprima al meglio le proprie qualità. Un profumo ben fatto è un profumo ben strutturato ed equilibrato, capace di raccontare la propria storia mantenendo viva l’attenzione, a volte anche con qualche colpo di scena, sviluppandosi in maniera coerente ma non monotona e banale.

E, tutto sommato, la struttura piramidale classica forse è quella che ancora oggi meglio permette questa polifonia di note.


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