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Il maiale della profumeria

Il maiale è il simbolo dell’antica saggezza contadina caratterizzata dalla quasi totale assenza di spreco: ogni cosa ha una sua utilità, immediata o futura, e nulla va buttato. Allo stesso modo, in profumeria troviamo l’albero di arancio amaro, o Citrus Aurantium, dal quale si ottengono molteplici prodotti e sottoprodotti utili in vari ambiti. In particolare, per la creazione di profumi, dall’arancio derivano diverse materie prime nobili a seconda delle parti della pianta impiegate.

Dai fiori si estrae il Neroli, conosciuto in Italia come zagara. Esiste un’interessante storia in merito all’origine del nome “Neroli” (che si pronuncia alla francese ne-ro-lì), secondo la quale nel XVII secolo Anna de la Tremoille, accasata col principe Flavio Orsini, aveva l’abitudine di farsi portare i boccioli in fiore dell’arancio per profumare l’acqua del bagno. Questa nobildonna viveva nel castello Orsini di Nerola, vicino a Roma, e portò con sé alla corte francese questa abitudine che venne prontamente fatta propria dai maestri profumieri d’oltralpe che ne ricavarono il … Neroli.

Dai ramoscelli e dalle foglie della pianta si ottiene il Petitgrain,  dalle note aspre ed amarognole e fresche allo stesso tempo.

Dalla buccia dell’arancia si ottiene la Bigarade, attraverso la pressione meccanica a freddo della scorza.


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