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Terminologia

Un po’ di terminologia
Perché un (mini)glossario? Può sembrare strano, ma l’olfatto è un senso privo di una terminologia propria. Quante volte ci siamo trovati in imbarazzo nello spiegare quale profumo stessimo cercando? E le parole che usiamo per descrivere un profumo, non sono forse derivate dalla musica (note, accordi…), dal gusto (dolce, amaro, piccante…) o dal tatto (caldo, freddo, pungente, avvolgente…)? Ecco, allora, qualche parola utile per meglio descrivere le proprie emozioni olfattive, senza eccedere in inutili tecnicismi

Acidulo: fruttato aspro
Acquoso: un odore di erbe e piante acquatiche o di cocomero
Agrumato: a dominante arancia/limone/pompelmo
Alcolico: può sembrare un’ovvietà dal momento che un profumo contiene almeno il 70% di etanolo. Spesso si intende esprimere con questo termine l’idea di un’intensità quasi eccessiva del profumo appena odorato
Accordo: risultato olfattivo della combinazione di due o più materie prime
Aldeidico: a dominante di aldeidi. Essi sono molecole di sintesi chimica che esaltano note olfattive altrimenti più spente
Ambrato: un profumo dalle forti note dolci, talcate, vanigliate e animali o di cisto laudanifero
Animale/Animalico: note odorose provenienti dal mondo animale, come lo zibetto ed il musk, che donano un effetto caldo e pieno ai profumi. Oggi molte di esse sono sostituite da molecole di sintesi o di origine vegetale.
Aromatico: un profumo caratterizzato da note aromatiche quali lavanda, rosmarino, timo, menta, assenzio …
Assoluta: materia prima ricca e nobile ottenuta dalla diluizione della concreta, una pasta semi solida frutto della prima estrazione dei principi odorosi da materie vegetali quali la rosa o il gelsomino
Balsamico: odore dolciastro e avvolgente, spesso derivante da balsami e resine tipicamente orientali
Base: struttura olfattiva elementare pre composta utilizzata dai profumieri per facilitare la composizione di un profumo
Bigarade: essenza ottenuta per pressione a freddo dalla scorza dell’arancia
Bouquet: mescolanza di differenti note floreali
Caldo: si intende un profumo avvolgente, orientaleggiante, sensuale
Carattere: ciò che distingue un profumo, o una sua nota o accordo
Cipriato: tecnicamente, in senso stretto, si intende un profumo caratterizzato da note Chypre di muschio di quercia, cisto, patchouli e bergamotto che hanno dato vita ad un’intera omonima famiglia olfattiva. Spesso, però, nel comune parlare in profumeria quando si dice cipriato si intende talcato, polveroso, che ricorda la cipria. Ci si riferisce a profumi nei quali siano presenti un accordo vanigliato dal sentore caratteristico di borotalco, o anche le note calde ed eleganti dell’iris
Chimico: di solito ha una valenza peggiorativa significando che non sa di naturale
Coda (note di) o Fondo o Drydown: nello sviluppo del profumo sulla pelle, la coda è l’ultima fase, caratterizzata di solito dalla presenza delle note più persistenti ed intense
Cumarinico: odore dominato da note di cumarina, preziosa materia prima di sintesi scoperta nel 1868 che ha dato vita alla famiglia olfattiva dei profumi Fougère, a partire da Fougère Royale di Hubigant del 1884
Cuore (note di): sono le note intermedia di un profumo che emergono quando quelle iniziali (di testa) iniziano a sfumare
Eau de Cologne: soluzione in acqua e alcool di olii essenziali concentrati al 3 – 5% . Storicamente il primo profumo dell’era moderna è una eau de cologne, l’Aqua Mirabilis di Gian Paolo Feminis nata nel XVII secolo.
Eau de Parfum: a differenza dell’eau de cologne, l’ eau de parfum ha una concentrazione tra il 10 e il 15% e di solito ha maggiore persistenza
Eau de Toilette: una via intermedia tra le due precedenti, con una concentrazione tra il 5 e il 10/12 %. E’ utile notare che gli inglesi storicamente chiamano “cologne” l’eau de toilette (probabilmente suona meglio di “toilette water”...)
Erbaceo: note tipiche di fieno, lavanda, rosmarino o altre che conferiscono una connotazione “verde” al profumo
Essenza: in senso stretto, è sinonimo di “olio essenziale”, ovvero di prodotti aromatici estratti per lo più da materie prime vegetali. Spesso viene confusa con il profumo, che a differenza dell’essenza è sempre il risultato di un lavoro creativo di composizione di differenti elementi, tra i quali anche gli olii essenziali
Estratto: sinonimo tecnico di “profumo” , la massima concentrazione (dal 15/20% fino al 30/40%) dalla quale poi derivano tutte le altre forme più diluite (eau de toilette, eau de parfum, etc)
Fenolico: un odore forte, come quasi di disinfettante
Fiorito: si dice di un profumo a dominante di fiori
Fissatore: è una sostanza che agisce rallentando l’evaporazione del profumo allungandone, di conseguenza, la durata sulla pelle. Può essere naturale, come per esempio il benzoino e molte note animali, oppure di sintesi
Floreale: si dice di un profumo a struttura di fiori ben definita ed individuabile, ad esempio rosa, gelsomino o tuberosa
Fresco: è un termine apparentemente semplice ed evidente, ma in realtà alquanto ambiguo quando riferito ad un profumo. Generalmente si tende a considerare fresco ciò che contiene agrumi, lavanda o note verdi, leggermente floreali , marine , chiare e lievi. Esso, però, è molto soggettivo e a volte connotato in modo differente a seconda dei contesti culturali. L’idea di fresco di un americano può non coincidere con quella di un europeo…
Fruttato: un profumo caratterizzato da note di frutta quali la pesca, la fragola, la banana
Fugace: il contrario di tenace: che svanisce subito. Non sempre è un aspetto negativo per un profumo…
Gourmande: un odore zuccherino un po’ da pasticceria
Indolico: una nota olfattiva forte e un po’ fecale, tipica di alcune materie prime animali e vegetali (ad esempio lo zibetto e il legno di oudh)
Iris: l’iris fiorentino è un ingrediente principe della profumeria più elegante: di questo meraviglioso fiore si utilizzano i rizomi (le radici) che vengono puliti, essiccati e sminuzzati in polvere per poi estrarne una preziosissima materia prima dalle note olfattive pregiate un po’ burrose e talcate. La materia prima naturale arriva a costare fino a 70.000€ al kg!
Leggero: un profumo dalle note olfattive prevalentemente fresche, non dolci né calde e legnose
Legnoso (Boisée): una infinità di sfumature derivanti da legni diversi che conferiscono al profumo un effetto avvolgente . Possono essere legni caldi come il sandalo e l’agarwood, pungenti e verdi come il patchouli, morbidi come il legno di cedro o più secchi e decisi come il vetiver
Marino: una nota olfattiva ozonica o come di acqua salata resa possibile nella moderna profumeria grazie alla scoperta da parte di Pfizer nel 1974 di una molecola odorosa denominata Calone
Mentolato: un odore fresco a dominante mentolo
Mouillette o Touche: la classica cartina utilizzata in profumeria per sentire i profumi. Molto utile per evitare di spruzzarsi addosso profumi sgradevoli o troppi. In ogni caso, per apprezzare appieno un profumo occorre prima sentirlo sulla mouillette e poi sulla pelle, permettendo al profumo di aprirsi e di cominciare a raccontare la propria storia ( è per questo che non bisognerebbe mai odorare un profumo dal tappo o dallo spruzzatore!)
Muschiato: un profumo dove dominano le note di musk animale
Naso: il “naso” è il profumiere creatore
Neroli: essenza ottenuta dal fiore dell’arancio amaro
Note: in profumeria sono più di sette! Esprime la caratteristica dell’odore di una materia prima o di una composizione
Orientale: profumo a struttura ambrata che ricorda le fragranze tipiche dell’Oriente: resine, balsami, spezie, ambra
Persistente: ovviamente, si dice di un profumo che rimane a lungo sulla pelle. Da non confondere con “intenso”: anche un profumo leggero può essere persistente..
Petitgrain: materia prima ottenuta dalle foglie e dai rametti dell’arancio amaro
Resina: prodotto di origine vegetale ottenuto per essudazione dalla corteccia delle stesse
Secco: un effetto odoroso opposto a quello dolce o caldo
Sensuale: si dice di un profumo caldo, avvolgente e dalle forti note animali
Sillage: la traccia, l’impronta, la scia che lascia un profumo
Soliflore: un profumo nel quale domina la nota di un singolo fiore (rosa, gelsomino, tuberosa), dando l’impressione che sia composto solo di quell’essenza
Speziato: a dominante di spezie: pepe, noce moscata, cannella..
Talcato: si intende un profumo che evoca la caratteristica nota olfattiva del Borotalco Roberts
Testa (note di): è la prima impressione di un profumo, spesso quella che fa propendere per il suo acquisto. Di solito è composta dalle note più fresche e volatili
Verde: si riferisce alle note estratte dagli steli e dalle foglie di componenti vegetali, ma esprime anche una caratterizzazione fresca, leggera ed erbacea del profumo


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